Fuoco selettivo

3 03 2014

Ecco finalmente il mio primo post per il 2014!

E’ stato un periodo un poco spento per la fotografia, ma con la bella stagione prometto di recuperare e postare in modo regolare.
Il primo scatto dell’anno è qualcosa di molto semplice da realizzare, l’idea è stata quella di fare una foto al mio gatto, attirando l’attenzione su un particolare tramite il fuoco selettivo.

Il fuoco selettivo è la tecnica di fare risaltare un particolare in una composizione, lasciando il resto fuori fuoco.
Come fare? Beh, la soluzione più semplice è quella di utilizzare un obiettivo con diaframma molto aperto (ad esempio f1.8), avvicinarsi al soggetto e mettere a fuoco il particolare prescelto.

Nel mio caso, il soggetto è Trilly, una Ragdoll di quasi tre anni e il particolare / i particolari sono l’occhio e il naso, il resto è tenuto volutamente fuori fuoco.

Per eventuali domande potete contattarmi tramite il modulo sotto:





Il mio miglior paesaggio

19 12 2013

Torno a scrivere sul mio blog dopo un po’ di tempo… ah gli impegni!

Il Natale è ormai alle porte e l’anno nuovo è lì lì. Ho dato una veloce occhiata agli scatti dell’anno e ho avuto l’idea di postare il miglior scatto realizzato negli ultimi dodici mesi.
Ripensandoci un poco però… l’anno non è ancora finito, dunque rinvio il post della foto dell’anno di qualche giorno e oggi condivido quello che reputo essere il mio miglior paesaggio.

Da quando è nata la mia passione per la fotografia, sono stato in luoghi dal grande impatto a livello paesaggistico. Per citarne un paio: l’Antelope Canyon, la città di Copenhagen, oppure le sperdute distese della Monument Valley.
C’è però un posto che per la sua unicità, il mare ricco di vita, la sabbia cristallina e… potrei continuare per ore… mi è rimasto nel cuore: Maayafushi, atollo di Ari Nord, Maldive.

Durante quella vacanza, la mia tecnica fotografica era davvero basilare e lo scatto che vi propongo è il risultato casuale di diversi scatti con impostazioni differenti, questo perché non sapendo come immortalare un tramonto, ho provato le impostazioni più “esotiche” sperando di immortalare la situazione, i colori, l’emozione del momento.

Non solo la tecnica utilizzata è stata casuale, ma anche lo scatto. Quella sera stavo tornando verso il mio bungalow dando le spalle al tramonto… non mi ero minimamente accorto di ciò che stava capitando dietro di me e solo un commento della mia compagna (grazie Sheila!!!!), ha attirato la mia attenzione sull’orizzonte che cambiava colore ad ogni secondo!

Beh, ho già scritto troppo… lascio a voi giudicare il mio miglior paesaggio :-)

Maayafushi sunset

Tramonto a Maayafushi

 





Il fotografo paesaggista

27 10 2013

Mi piacerebbe fare il fotografo paesaggista, ma che fatica che si fa!!!

Per un paio di giorni mi sono cimentato in questa attività e ho scoperto che quello del fotografo paesaggista è un lavoro difficile e pure faticoso!

Se si vuole ottenere gli scatti migliori è praticamente obbligatorio scattare all’alba, oppure al tramonto (quando ci sono le condizioni di luce più interessanti) e questo obbliga a svegliarsi ad orari (quasi) improponibili se come me si sceglie l’alba.
Il fotografo paesaggista deve poi fare i conti con le condizioni meteo (pioggia, vento, caldo e/o freddo), nonché con la fatica per raggiungere la meta prefissa ed è quindi importante essere correttamente equipaggiati tenendo sempre sotto controllo il peso dell’attrezzatura.

Ma veniamo all’esperienza vissuta personalmente:

  • Le Bolle di Magadino all’alba
  • L’acqua a Lavertezzo

Nonostante si tratti di due luoghi vicini, non c’ero mai stato (che vergogna!!!) e il fatto di non conoscere i luoghi mi ha penalizzato perché non avevo idea di cosa avrei fotografato.

Mi fermo qui per quanto riguarda il racconto e se qualcuno fosse interessato, sono sempre a disposizione per rispondere a eventuali domande!

A voi qualche scatto!





Un iPad come fonte luminosa

1 10 2013

Ho letto un articolo che parlava di fonti luminose alternative e come qualcuno usasse uno o più iPad per illuminare la scena.

Preso dall’euforia del momento, ho comperato l’app SoftBox Pro che consente di illuminare il display con forme e colori differenti (si potrebbe utilizzare il browser e caricare una qualsiasi immagine che illumini il display) con l’intento di ritrarre il mio soggetto preferito…

Dopo aver scelto la forma di una stella dal colore bianco, ho chiesto alla mia -molto paziente- modella (:-p) di reggere l’iPad vicino al viso e mi sono divertito a scattare.

Ecco qui il risultato…

Portrait with Ipad as softbox





Fotografie di notte

26 08 2013

Tra le fotografie che preferisco ci sono quelle scattate nelle sessioni notturne.
Di notte certe regole di fotografia vengono a cadere e il risultato che si ottiene con  scatti prolungati,  può risultare sensazionale e inaspettato (per chi come me è un neofita del genere).

Poche sono le regole da tenere in considerazione e/o adattare per ottenere un buon risultato:

  • Usare un cavalletto
    È forse la regola più importante.
    Con la mancanza di luce, i tempi d’esposizione si allungano e risulta difficile ottenere una foto non mossa se non si utilizza un cavalletto.

  • Se possibile utilizzare ISO bassi
    L’ISO basso aumenta la qualità della fotografia, mentre l’ISO elevato aumenta la “grana”, deteriorando la qualità dell’immagine.

  • Per avere una buona profondità di campo non utilizzare diaframmi troppo aperti
    Soprattutto per fotografare panorami oppure le stelle, una buona profondità di campo permette di distinguere meglio i dettagli.
    Il tutto a scapito dei tempi d’esposizione che andranno ad allungarsi ulteriormente.
  • Scattare più volte, con impostazioni differenti
    Questo è il metodo che utilizzo per vedere come cambia una fotografia quando altero le impostazioni.
    A volte il risultato migliora, altre volte peggiora.
    Bisognerebbe poi ricordarsi come le varie impostazioni hanno impattato sul risultato ottenuto, così da applicarle meglio negli scatti futuri.

  • Non utilizzare il flash
    Se si sta fotografando paesaggi, è inutile utilizzare il flash (a meno che non si disponga di una batteria di fari per segnalazioni navali)
    Il discorso invece cambia per i “colpi di flash”, che se usati con maestria, possono creare luci che illuminano porzioni della composizione.

Di seguito alcune fotografie scattate a Riva San Vitale e a Las Vegas.
(se vi garba, rispondete al brevissimo sondaggio che trovate sotto alle immagini, grazie!)





Fondale nero da portare ovunque (o quasi)

5 07 2013

Una delle problematiche ricorrenti quando faccio qualche ritratto è il fatto di non avere a disposizione un fondale nero.

Quando ho eseguito i ritratti “premaman” di mia sorella, ho chiesto alla mia compagna di sorreggere un lenzuolo nero dietro alla coppietta felice, però non sempre è possibile avere l’aiuto di qualcuno.
La soluzione migliore è chiaramente comperare un telo, ma c’è una tecnica che alle volte corre in nostro aiuto.

Il materiale necessario è:

  • un flash esterno
  • un trigger per flash, oppure impostare la propria macchina fotografica per far scattare il flash esterno (se la macchina lo supporta)
  • un ombrello o altra superficie riflettente

 

L’idea di base è quella che se noi scattiamo in un ambiente buio, vediamo tutto nero. Quel nero sarà il nostro fondale!

Per ottenere il nostro fondale nero dobbiamo:

  • impostare la macchina fotografica all’iso meno sensibile possibile (nella mia Nikon D7000 – ISO100)
  • impostare la macchina in modo manuale
  • impostare il tempo di scatto a 1/250 di secondo
  • impostare il diaframma bello chiuso (f16 in su)

Con queste impostazioni eseguire lo scatto desiderato (senza flash) e verificare che il risultato sia tutto nero. Se il fondale dovesse essere ancora visibile, provare a chiudere il diaframma di uno stop ulteriore, fino ad ottenere il fondale nero.

A questo punto bisogna impostare la macchina per far scattare il flash remoto (tramite trigger, oppure impostando la macchina fotografica) e posizionare il flash in modo da illuminare il soggetto.
Consiglio di non illuminare il soggetto con luce diretta, perché questa andrebbe ad illuminare anche il fondale, bensì utilizzare un ombrello o altro in modo da riflettere un po’ di luce sul soggetto (questa passo richiederà sicuramente qualche scatto di prova).

Una volta che la scena è stata preparata, siete pronti ad eseguire gli scatti con un fondale nero, creato dal nulla!

Ecco qui l’immagine che ho scattato a casa mia con le luci accese.

Foto scattata in normali condizioni di luce, applicando la tecnica del fondale fai-da-te

Foto scattata in normali condizioni di luce, applicando la tecnica del fondale fai-da-te

 





I miei primi scatti “Premaman”

21 06 2013

Qualche settimana fa, mia sorella mi ha chiesto di farle qualche scatto col pancione e non avevo la benché minima idea di come affrontare questo tipo di fotografia.
Alla fine parlando con lei, abbiamo deciso di fare qualche scatto sul letto, alcuni in piedi con il compagno e anche qualcosa di buffo.

Le foto non saranno chissà quale spettacolo, ma sono soddisfatto del risultato e sono contento di aver potuto interagire con persone che si aspettavano qualcosa da me (solitamente la mia compagna è quasi obbligata a farmi da modella eheh).

Qualche consiglio utile per questo tipo di fotografia:

  • Parlare con la futura mamma e anche il futuro papà per accordarsi sul genere di foto da fare
  • Utilizzare un telone come fondale (al posto del muro bianco, ho optato per un telo – lenzuolo nero)
  • Rompere un pochino gli schemi e cercare qualche posa nuova e/o divertente

Di seguito le foto che ho realizzato:








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